3 giu 2015

5 meritevoli




Questo articolo fa parte del progetto di maggio del Club Polacche all’Estero. 

 Paul Bowles, descrivendo la propria vita a Tangeri, scrisse che fra le persone che visitavano quella città, a volte capitava un viaggiatore per cui, similmente come per lo scrittore stesso, “un muro bianco alla fine di un vicolo cieco sarà una promessa di un sapere misterioso”, ed “il canto di un muezzin che arriva all’improvviso dal minareto provocherà in lui un cambiamento”. Credo che questa sia una descrizione di ognuno di noi, che durante un proprio viaggio oppure una visita casuale in una città, in un paese o in una regione si rende conto di un forte legame con esso. Certi posti non diventano dei nostri preferiti per caso. Ogni legame con il luogo porta con sé una storia, un’emozione, un ricordo o un cambiamento. La terra su cui camminiamo, lascia sui nostri piedi il proprio segno così come noi  lasciamo uno nostro su di essa; e ai luoghi, similmente alle persone, a volte dobbiamo qualcosa. E per questo il mio elenco dei 5 posti preferiti in Italia è anche un elenco dei 5 meritevoli, in cui (e tramite i quali) qualcosa in me è cambiato, finito, cominciato, in cui ho lasciato una parte di me e ho portato via i ricordi e le cartoline, ed alla fine per i quali provo dei sentimenti così diversi. 




I - VENEZIA



La città del passare in cui tutto rimane uguale. Venezia è la mia città-accumulatore, e per questo torno ad essa appena posso. Ogni posto emana un’energia particolare, la quale di più o di meno si armonizza con la nostra. In questo modo la mia corrisponde a quella veneziana. Su Venezia si può scrivere all’infinito, visto che è una città di mille volti che mostra con il tempo solamente agli sguardi più attenti. Tuttavia, è soprattutto una città in cui: 

 - lo Spritz si gusta di più in Campo Santa Margherita, oppure bevuto in un bicchiere di plastica mentre siamo seduti su una delle rive della laguna. Davanti agli occhi si estende un’oscurità non turbata dell’acqua, e solo da qualche parte si vedono le singole luci timide del lido e della chiesa maestosa della Santa Maria della Salute illuminata dalla luna. Il ritmo della notte veneziana viene dettato da un battere violento delle onde ed dal scricchiolare dei vaporetti addormentati sull’acqua e messi a dondolare; 

- c’è solo una Piazza (tutti gli altri sono i campi), e al contrario delle altre città italiane, a Venezia ci sono le calli, non le vie. Può sembrare logico ma alla fine raramente c’è chi se ne rende conto; 

- alcuni gabbiani che volano sopra la Piazza di San Marco hanno le dimensioni di un cane e mangiano gli involtini. Se qualcuno pensasse come mai non si dovrebbe mangiare niente camminando attraverso la Piazza, e per il motivo che i gabbiani, furbi e affamati, volentieri daranno la caccia allo spuntino che tieni stretto in mano per portartela via; 

 -ci si trova il Consolato Onorario della Polonia. Precisando, si trova in calle San Paternian ovvero due passi dal famoso Ponte di Rialto. Il consolato è aperto solo 2 ore al giorno, ma alla fine svolge solamente  il ruolo rappresentativo del paese durante gli eventi culturali; 

Altri articoli su Venezia troverete qui.





II - BOLOGNA

La città in cui ho partecipato al programma dello scambio degli studenti universitari ed in cui vivo fino ad ora. “Qua non ci siamo ancora stati”, ho detto quando per la prima volta siamo arrivati in Emilia-Romagna. La regione, oltre all’Università di Bologna, non mi faceva pensare a niente e per questo non avevo delle aspettative né immaginazioni. Il sole di settembre era ancora abbastanza forte, e le strade del centro di Bologna piene di polvere. Ci siamo persi per strada quindi ho deciso di entrare in un ristorante e chiedere le indicazioni. Mi hanno fatto passare al retro, dove la proprietaria ha aperto il computer e ha chiamato il marito per un eventuale consiglio. In seguito sono arrivati un cameriere ed un cuoco, e tutti insieme mi indicavano sullo schermo la strada in cui dovevo girare. Ero contenta e sorpresa nello stesso tempo. Ho avuto fortuna ed ho sentito che il soggiorno in questa città sarà per me eccezionalmente buono. Bologna è la capitale dell’Emilia-Romagna, in cui per forza dobbiamo salire su una delle due torri storte per poter ammirare tutto il panorama della città, e poi affacciarsi dal finestrino in via Piella sull’ultimo canale bolognese, ed uno dei tanti che nei vecchi tempi trafiggevano la città. Bologna non è fotografica, raramente incantevole ma accogliente. E’ un insieme di nazioni e delle lingue, e soprattutto è una città dei portici, ovvero evviva la gioia, dimentichiamo l’ombrello e il cappello. 

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III - AREZZO E VENERE


Il cuore della Toscana. E’ proprio qui che grazie alla gentilezza degli amici italiani ho potuto passare il primo capodanno in Italia e scontrarmi faccia a faccia con  l’inverno italiano e con la mancanza del riscaldamento. Era un grigio giorno del primo gennaio. Durante il viaggio ad Anghiari abbiamo girato dall’altra parte e siamo entrati in un parcheggio. Quando ci fermiamo, sto ancora seduta in macchina, un po’ sorpresa visto che mi aspettavo un viaggio più lungo. “Scendi, ti voglio far vedere una cosa”, ha detto ed è sceso dalla macchina.  Ubbidientemente ho slacciato le cinture e l’ho seguito. Il suolo era umido e mentre camminavo, mi sentivo leggermente affondare con i piedi. Siamo arrivati alla riva del fiume e il collega che allora era con me mi ha indicato un ponte situato alcuni metri davanti a noi. “Lo vedi?”, mi ha chiesto. L’ho visto. Guardavo la costruzione nascosta un po’ dalla nebbia, cercando di notare in essa qualcosa di speciale. Il ponte era dritto, di pietra, costruito in uno stile rigido. Però nonostante le tentazioni non ci sono riuscita a notare niente e ho guardato il collega con uno sguardo interrogativo. Lui invece sembrava di essere contento dell’indovinello che mi aveva preparato. Mi ha chiesto se secondo me il ponte non assomigliava a qualcosa che avevo già visto, io però dietro la mia testa sentivo ancora la musica della notte di capodanno e mi sono arresa. Non avevo idea. Allora, il ponte che guardavo con l’attenzione è, costruito nel XIII secolo, il Ponte Buriano, situato nella distanza di pochi chilometri da Arezzo. Si dice che probabilmente proprio questo ponte si trovi nel fondo del quadro di Leonardo da Vinci, vicino al braccio sinistro di Mona Lisa. 

Altri articoli sulla Toscana li troverete qui




IV - SICILIA


Una regione mozzafiato, che già vista dall’alto spaventa e attrae tramite l’Etna che esala il fumo. Degni di nota sono soprattutto i piccoli paesi (in cui sei proprio tu ad attrarre l’attenzione degli abitanti), con i propri festival e fiere, come per esempio il Festival della Canzone di Mineo, a cui partecipa la maggior parte degli abitanti della città. A Catania ci abbiamo passato solamente un’ora quindi è difficile descrivere in qualche modo la città. Però la passeggiata fatta lungo la costa formata dalla lava una volta raffreddata ci ha lasciato un’impressione forte.  Le rocce nere si intrecciavano creando le forme bizzarre e scendendo nel mare.  Nelle parti più basse abbiamo visto gli asciugamani stesi e le persone spensierate che prendevano il sole. Camminiamo avanti ed arriviamo ad un tipo di terrazza panoramica la quale però era separata dallo sbarramento e dal nastro adesivo di sicurezza. In centro abbiamo visto invece dei fiori e le fotografie della stessa persona. E là vicino abbiamo anche notato un enorme buco nel suolo, sostrato di pietra lavica è dovuta cedere. Ci siamo guardati in silenzio, senza far le domande. Là, prima, è morto un uomo. 

Altri articoli sulla Sicilia troverete qui. 



V - CALABRIA


“Un mare come in Calabria non lo trovi da nessun’altra parte”, ho sentito dire. Ed è difficile non essere d’accordo. Calabra offre ai visitanti tutto quello che possono desiderare, dalle spiagge lunghe sabbiose e larghe a quelle ghiaiose con la vista sulla montagna. I paesi di mare di notte vivono con il ritmo della musica delle discoteche, e le piccole città situate più lontano dalle coste risuonano con il rumore delle conversazioni di famiglie al tavolo che è tanto lungo quanto numerosa è la famiglia. A volte i semafori all’incrocio non funzionano per una settimana, e i conoscenti si salutano con un corto suono del clacson della macchina.  La Calabria è un paradiso per gli amanti della carne rossa, dei formaggi, del peperoncino piccante e della cipolla dolce. “ Qua non cambia niente da anni”, ha detto il Mio Amato, ed io penso che alla fine forse proprio in questo stia il fascino dei posti che non vogliono a tutti i costi diventare multinazionali, e vivono tranquillamente la propria vita, a volte piena di divertenti assurdità. In altre parole la Calabria, oltre alla famosa Tropea, è un po’ come un orecchino con i diamanti … perso in fondo dello stivale ;) 

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