3 nov 2015

Un autunno italiano a Reggio


Ho dato un'occhiata all'orologio. Mancava ancora un'ora ed io ho già quasi finito di leggere il libro. Un signore anziano che stava seduto fuori, davanti alla caffetteria, con i suoi amici, si è già annoiato di fissarmi, e la ragazza con dei cappelli corti dietro il bar ormai da 15 minuti ha smesso di guardarmi ogni tanto con attenzione. Mi chiedevo se sarei riuscita a starci altri 40 minuti,tenendo in mano un latte macchiato ormai freddo oppure se sarò costretta a ordinare un altro caffè. Tuttavia, siccome non sentivo più su di me degli sguardi impazienti del personale della caffetteria, ho deciso di poter restare al mio rifugio tranquillo vicino alla finestra così a lungo quanto ne avevo bisogno. Durante l’ultima ora passata in attesa al seminario, mi sono trasformata in un'osservatrice della realità. Nella mia testa sentivo ancora le ultime frasi della storia di Hugh Thomson sull'antica terra degli Inca e quasi sentendo ancora i suoni della giungla richiamati dall'autore, ascoltavo i rumori della città, giungla urbana, stringendo nelle mani un alto, freddo ormai bicchiere di latte macchiato.


Distanze e colori 
A Reggio Emilia le distanze disegnate sulla mappa si restringono sotto i piedi e diminuiscono chiaramente. Le strade sembrano restringersi con ogni passo e ampliarsi di nuovo appena decido di fermarmi. In piazza Fontanesi le foglie di color ormai d'oro, fantasiosamente sventolando, cadono dagli alberi sulla strada grigia e sorprendentemente pulita. La giornata è fredda, quindi la gente sta chiusa in casa. Il freddo dell'aria affila la sua limpidezza e il paesaggio urbano pare guadagnare la chiarezza e colori delle facciate delle case sembrano di assumere un certo magnetismo ed un carattere pittoresco. Delle singole persone sono sedute sulle panchine nel parco, e mi vengono in mente le immagini familiari d'infanzia, quando i piccioni si riunivano intorno alle panchine colorate durante una giornata grigia e, tubando piacevolmente, beccavano le briciole di pane. Gli angoli più affollati li trovo vicino alla Piazza di San Prospero , dove la gente si accalca in uno dei pochi panifici aperti. Là mi sorprendo, visto che l'unico tipo di verdura che posso aggiungere al panino è la zucchina alla griglia. 
- Uno con rucola e pomodoro.
- Impossibile, non si può fare.
- Come mai? Non si può aggiungere la rucola?
- Purtroppo no. E’ una delle nostre regole qui, mi dispiace.
- Ah beh, allora facciamo solo con pomodoro.
- Impossibile, signorina, niente pomodoro.
- Ma come, non posso metterci dentro nessuna verdura?
- Solo quelle là - il signore dietro il bancone si è chinato verso la sinistra, e con un gesto della testa mi ha mostrato delle zucchine grigliate.
- Ah va bene, facciamo quelle.
Quando me le stava mettendo nel panino, ho notato uno strano misto di patate e broccoli descritto come un'insalata.
- E mi faccia ancora questo qui...la ... insalata.
- Certo, agli ordini - sorride e con un movimento energico si china a prendere un piatto, nel frattempo chiedendomi se preferisco uno rotondo o ovale. 

Per prendermi un caffè vado dal cinese all'angolo, che in una tazzina di caffè macchiato mi lascia un disegno del cuore fatto con delle gocce di latte. Un attimo dopo, girando con un cucchiaino quel disegno di latte, guardo le cartoline con delle quali hanno decorato una delle pareti del locale. Un affetto speciale i proprietari del bar devono provare per la regione Campania, visto che la maggior parte delle cartoline colorate mostrava i paesaggi locali della Campania. Riflettendo così con un caffè macchiato in mano, giungo alla conslusione che non avrò tempo di comprarmi una cartolina di Reggio, che poi avrei potuto mettere nel mio grande album dove da un lato appaiono le cartoline portate da me da diversi viaggi, e dall'altro quelle a me mandate. Durante le giornate pesanti come quelle, il caffè sembra l'unica soluzione e per questo la porta della caffetteria viene aperta e poi chiusa in continuazione. Il rumore delle tazze spostate si intraccia con delle storie della riparazione di auto, di un appartamento nuovo, una dura settimana e di una bellissima giornata. 
Poi rientro in un labirinto stretto dei portici bassi, quasi claustrofobici. I viali piantati con degli alberi spenti sono vuoti, i semafori sembrano cambiare il colore pigramente, giusto per abitudine. Anche se sembro di essere l'unica persona nella zona che va di fretta, sono anche l'unica che rispetta quei cambiamenti dei semafori. I volti dei passanti illuminano di color pesca sullo sfondo grigio delle strade, e le voci della gente risuonano negli angoli quasi vuoti, trasportate dall'aria chiara come dallo specchio d'acqua. 
Le strade quasi vuote di Reggio
I portici a Reggio. Sembrano molto più strette e basse di quelle bolognesi.



Il freddo e le serate
Nell'aula dove stiamo, si sente un odore di legno fresco ed il freddo come in una casa mai prima riscaldata. Ci scambiamo gli sguardi complici, quasi dicendo: "sì, fa freddo" e strofiniamo le mani sulle spalle. Qualcuno accende l'aria condizionata (sì, non ho notato i termosifoni) mettendola ai 27 gradi e presto comincio a sentire sulla mia faccia un'aria piacevolmente calda.Dopo un'ora sento come, dal vento artificiale quasi mi si irrigidisce la palpebra sinistra, quindi ogni tanto la pizzico, assicurandosi se sempre reagisce al tocco. 
Di sera, le strade di Reggio diventano più vivaci, illuminate dalle luci delle macchine in corsa i cui autisti allegramente sbattono le mani al volante, una volta fermatisi ai semafori. Soprattutto di sabato i locali si riempiono di gente. Gli italiani escono ai ristoranti, ai bar ed ai club.Stranamente di sera la città sembra molto più vivace che di giorno, anche se perde la propria chiarezza. In realtà, io preferisco la chiarezza delle pozzanghere del mattino illuminate dal sole, è molto più facile specchiarsi in esse. 
Piazza Camillo Prampolini

Informazioni pratiche, luoghi e curiosità: 
- Reggio Emilia (ufficialmente Reggio nell'Emilia) è una città situata al nord d'Italia nella regione Emilia-Romagna, circa 60 km da Bologna.Nota come la città dei tre colori, ovvero dei colori della bandiera italiana, che per la prima volta venne esposta proprio a Reggio Emilia alla fine del XVIII secolo, 
- In questa città dal 2002 si svolge il festival di cortometraggi Reggio Film Festival, durante il quale vengono organizzati diversi seminari e corsi condotti da critici cinematografici, registi e creatori del cinema italiano, 
- Durante la vostra visita a Reggio, vale la pena andare in Piazza San Prospero, dove trovate la basilica di San Prospero costruita nel XVI secolo, il cui ingresso è sorvegliato da leoni di pietra.L'attuale facciata risale alla metà del XVIII secolo ed è l'opera di Gian Battista Cattani. Invece la cattedrale principale di Reggio dedicata alla Santa Maria Assunta la troviamo in Piazza Camillo Prampolini. La cattedrale fu costruita nello stile romanico, probabilmente nel XIII secolo sul posto di un altro tempio costruitoci precedentemente nel IX secolo. Nel corso dei secoli essa subì una serie di ricostruzioni e modifiche, concluse solo nei primi anni del ventunesimo secolo. 
* Dove mangiare: 
- Panificio Melli offre ai propri ospiti delle pizzette, dolci, panini, insalate, pasta fatta a mano e focacce.Si mangia veramente bene ed a prezzo non troppo alto, scegliendo da soli gli ingredienti e la loro quantità. L'unico difetto del posto è una scelta ridotta delle verdure che possano essere aggiunte ai panini. Panificio Melli si trova in Piazza San Prospero, nel cuore di Reggio Emilia. http://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g194875-d4892076-r179937927-Melli_Panificio-Reggio_Emilia_Province_of_Reggio_Emilia_Emilia_Romagna.html


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