30 dic 2015

Essenza d'Italia: il Capodanno all'italiana

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"La festa del capodanno viene organizzata lì", dice un nostro amico, indicandoci un edificio bianco di forma allungata che assomiglia un po' ad un magazzino e le cui pareti sembrano ondeggiare. Allora mi chiedo se esso sia davvero fatto di mattoni. L'amica accanto me si mette a ridacchiare, facendosi probabilmente le stesse domande mie. E va bene, evviva l'avventura, sono contenta. In realtà, come poi viene fuori, l'edificio di una natura incerta risulta un luogo caldo ed accogliente, dove dei tavoli lunghi sono messi parallellamente come ad un matrimonio. Piatti e stoviglie quasi volano davanti ai miei occhi, e delle bottiglie di vino vuote vengono subito sostituite con quelle piene. Quando finiamo di mangiare, arriva quasi la mezzanotte e tutti, come ad un ordine, si alzano dai tavoli. Abbracciamo degli zii e cugini di qualcuno, dei vicini di casa accanto che vediamo per la prima volta, augurandogli del meglio.   E mentre noi, in polacco, ci facciamo degli auguri lunghissimi, degli italiani sorridenti gettano solamente un gioioso "auguri!" e "buon anno!" che sembrano volare sopra le nostre teste, provocando un dolce tremare dell'aria e facendo l'eco su tutta la lunghezza dello stivale italiano. 




Così è stato 3 anni fa. Un anno dopo, la Piazza Maggiore di Bologna è stata illuminata della luce di un grande falò che consumava i 365 giorni del vecchio anno, e dal cielo è caduta una pioggia di spumante.

Lenticchie e giarrettiera

Il capodanno italiano comincia lì, dove tutti gli altri eventi sia quei grandi sia quei piccoli, ovvero alla tavola. Là, dove le persone si incontrano a masticare insieme, a parlare tra un morso e l'altro, e dove, malgrado alle apparenze, l'idea più importante non è quella di mangiare, ma di stare insieme.  Se gli italiani vogliono festeggiare il capodanno con gli amici in un locale, è chiaro che hanno pure voglia di mangiare.  Però quella sera è particolarmente importante cosa mastichiamo in questo momento di gioia. Ancora nelle ultime ore del vecchio anno si dovrebbe mangiare un piatto di lenticchie (una zuppa o una salsa densa di lenticchie servita con un arrosto di maiale), il che, nel prossimo anno, dovrebbe portare la prosperità ed i soldi. Se, tuttavia, questo non è ancora sufficiente, possiamo dare una mano alla buona sorte durante il conto alla rovescia emozionante, e 12 secondi prima della mezzanotte mangiare un uva al secondo.  Dodici chicchi d'uva dovrebbero portare la fortuna nei prossimi 12 mesi, a meno che, naturalmente, non ci strozziamo, mangiando con l'eccitazione le uva. 

Comunque, alla buona sorte nell'anno nuovo è meglio pensarci ancora prima di uscire alla festa di capodanno. Mentre passiamo, quasi ballando, tra una bancarella di Natale e l'altra, ci deliziamo degli odori delle spezie che si intrecciano con quelli del cioccolato. La nostra attenzione si rivolge ad una bancarella, dove accanto all'origano secco sono appese delle giarrettiere, assomigliando delle decorazioni natalizie. Un attimo dopo, ormai ci stiamo davanti e Alessia (che allora ci faceva conoscere delle usanze natalizie italiane), gira davanti ai nostri occhi due carine giarrettiere che un secondo prima aveva appena acquistato. "Queste sono per voi," dice, "domani c'è il capodanno, e voi di certo non le avete."
Le giarrettiere veramente non le avevamo e come è venuto fuori, Alessia ci ha fatto un favore, visto che, secondo le credenze se la notte del capodanno indossiamo una biancheria rossa oppure (le ragazze) una giarrettiera rossa, esse dovranno portarci fortuna ed un amore focoso nell'anno nuovo. Si dice che il potere magico della giarrettiera sia ancora più forte se essa ci viene regalata. E così, via a fare shopping! 



Il vecchione va via con il fumo! 

Quello che è stato, è stato. Non bisogna fermarsi troppo a pensare al passato, ma aprirsi a ciò che sta arrivando. E quindi cosa fanno gli italiani? Lasciano andare, letteralmente, il vecchio anno con il fumo. Il falò del vecchione è una tradizione della notte del capodanno praticata a Bologna. Appena gli orologi battono la mezzanotte, viene dato il fuoco all'enorme statua del vecchione (che una volta assomigliava ad una caffettiera), ovvero alla figura dell'anno passato, collocata in Piazza Maggiore. Il fuoco consuma l'anno vecchio, e con esso tutte le emozioni negative, pulendo così l'atmosfera e l'aura del luogo e preparando tutti all'arrivo del nuovo.  Quando il vecchio viene bruciato, e lungo le strade scorre lo spumante, sopra le teste di tutti il cielo si accende con dei fuochi d'artificio. Così arriva un momento di riflessione alla quale tutti noi, involontariamente, cadiamo. 

Durante la notte del capodanno tutti i ristoranti ed i pub sono affollati. Piene sono anche le piazze principali delle città, che ospita spesso diversi concerti o dove semplicemente viene trasmessa la musica. Ogni città italiana ha il suo modo per festeggiare la fine dell'anno. Dopo una cena abbondante e dopo aver gettato nel fuoco tutto ciò che è passato, gli italiani sono pronti a festeggiare con gioia fino all'alba, augurandosi anche fra gli estranei, tutto il meglio. "Auguri! Auguri!", sembra urlare la città stessa. Sì, lasciamo che accada! Alla fine, il migliore è quello che ci aspettiamo. 

E voi, come avete intenzione di trascorrere la notte di Capodanno? In famiglia, fra gli amici o forse tranquillamente a casa? 

Festeggiate in modo sicuro e lasciate tutti i pensieri negativi del vecchio anno dietro le spalle :)

Allora, auguri! Dopo tutto, ognuno di noi sa qual'è la cosa migliore per se stesso .

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E per i curiosi il falò del vecchione a Bologna, Capodanno 2013/14: 



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