24 lug 2016

Essenza d'Italia IV



"Arrivano i mondiali o gli europei e improvvisamente tutti cantano l'inno nazionale, e poi durante il resto dell'anno, se qualcuno li chiedesse di recitare l'intero testo dell'inno, pochi sarebbero in grado di farlo", ha detto ironicamente G., ridacchiando mentre guardava le immagini dei suoi connazionali vestiti nei colori dell'Italia e con le piccole bandiere disegnate sulle guance. C. dice nulla, mi guarda, ed io do un'occhiata alla partita trasmessa in TV, poi ad una enorme bandiera appoggiata sulla porta del balcone e sorrido.


Sul calcio



"Eccoli guardate! Proprio così festeggiano gli italiani", ha detto B. ridendo, quando nel 2006 l'Italia ha vinto i mondiali. Piangevano, gridavano ed anche se uno non si interessava affatto di questo sport, era impossibile restare indifferenti e non sorridere, vedendo la loro gioia. 
Non è una novità che in Italia il calcio è uno sport nazionale e gli italiani, anche se alcuni di loro non seguono ogni partita delle serie A, B o altre, solo quando cominciano gli europei o i mondiali, tutto il paese assume i colori verde-bianco-rossi e dipinge i volti. Gli italiani non devono arrivare primi per sentirsi vincitori. Dopo ogni vittoria nelle partite importanti, sulle strade sventolano le bandiere italiane di diverse dimensioni legate agli specchietti retrovisori delle macchine, dei motorini e semplicemente attaccati sui balconi. Poi i clacson risuonano ad ogni incrocio, rappresentando le grida allegre degli automobilisti: "Sì! Abbiamo vinto!" E se per caso dovranno incontrare per strada un tifoso della squadra perdente, cantano, saltando intorno a lui e gridano allegramente per poi dargli una simpatica pacca sulle spalle e offrirgli una birra ad un bar vicino. "Amico, tranquillo, il pallone gira!", dicono. In altre parole, vivendo in Italia, anche se non ti interessi affatto del calcio, rimani sempre più o meno aggiornato. 

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 Sul patriottismo locale


Gli italiani, oltre al fatto che si sentono orgogliosi di essere italiani, sono particolarmente legati alla propria regione ed alla città natale. Nessun italiano è solamente un italiano. E' un italiano ma soprattutto è un toscano, calabrese, veneziano, napoletano, siciliano. E le sue origini portano con sé una moltitudine di tradizioni, preferenze, credenze, modi di pensare, abitudini, e, naturalmente, il dialetto

 dialoghi sentiti dire: 

"- Di dove sei? (nazionalità)
 - Di Torino " 

 "- Sono di Venezia.
- Oh, allora sei di Mestre?
 - Sono veneziano. Di Venezia. Vivo a Venezia, non a Mestre " 

Secondo un italiano del sud proprio lì troverai delle coste più belle, il mare più pulito ed il cibo più buono; un italiano del nord e del centro ti dirà che proprio lì vedrai dei meravigliosi monumenti e delle più belle opere d'arte, invece un italiano proveniente dalle isole ti convincerà che proprio nelle isole italiane troverai delle vere, antiche tradizioni. E ognuno di loro ti dirà la verità, ed ognuno di loro avrà ragione, perché la diversità delle regioni italiane è innegabile e proprio questa variabilità rende questo paese così straordinario. E gli italiani conoscono molto bene il valore della propria patria e sanno fare di tutto, sempre e dovunque, per promuoverla. Il legame alla propria terra natale è una caratteristica molto importante, soprattutto nei tempi quando tutto il mondo ci sembra aperto ed ogni posto accessibile. E spesso impariamo ad apprezzare il luogo da cui proveniamo, soltanto nel momento quando lo vediamo da lontano. Ecco perché stimo molto quel legame che gli italiani provano per la propria terra natale, il che non si contrasta in nessun modo con la loro ospitalità e tolleranza nei confronti di tutto ciò non è italiano. 


Sul: "perché non apprezzano la mia città?" 


Durante il mio soggiorno in Sicilia più volte assistivo e partecipavo alle discussioni su "come sarebbe se la costa meridionale dell'isola non fosse così lontana, e dalle finestre delle casette della città costruita su una collina si potesse dar da mangiare ai gabbiani e sentire un dolce rumore del mare. "La gente si sarebbe innamorata subito di questo posto! Ve lo immaginate quanti turisti ci sarebbero venuti? ", dicevano ed io pensavo tra me e me: "ma veramente siete sicuri di volerlo?"

Anche C. qualche volta borbotta: "Sì, la Sicilia, la Puglia, la Sardegna... ma perché i turisti stranieri non vogliono visitare la Calabria? E' proprio una bella regione!”. Sì, annuisco e pongo di nuovo la stessa domanda: se veramente tu, abitante di un piccolo paese del sud d'Italia, di una città ancora incontaminata dal turismo, tu davvero vorresti che nel posto dove ti rilassi sulla spiaggia costruissero un enorme albergo a 5 stelle? Veramente vorresti che il tuo bar preferito dove bevi il tuo caffè preferito e dove ogni mattina sfornano dei buonissimi cornetti fatti a casa, i quali ti ricordano della tua infanzia, venisse trasformato in un locale affollato ed aperto fino all'alba, dove sul bancone mettessero solamente dei muffin pieni di conservanti perché rimanessero freschi più a lungo in caso se non venissero venduti in un giorno? 

 "Un sacco di gente avrebbe trovato il lavoro, sai, lì da dove vengo non ci sono le prospettive", dice. Sì, ma ne sei veramente sicuro che per un boom turistico di plastica, uguale in tutto il mondo, vale la pena pagare tale prezzo?

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