13 set 2016

Mijas: pueblo blanco



"Due per Mijas, per le ore 13," dico, e la donna mi rimanda ad un altro sportello. Vado lì ed un signore ci dà fretta: "Sbrigatevi! Es tarde! E' già l'una!" Lo sappiamo, lo sappiamo. Scivoliamo sul  pavimento, correndo verso la corsia 15 dell'autostazione, la quale, ovviamente, è vuota. E' possibile che l'autobus sia già partito? Impossibile. Aspettiamo. Dopo 10 minuti arriva un pullman però con il logo di un altro vettore, ma intanto nemmeno l'orario quadrava. Ci mettiamo in fila, seguendo le altre persone. Mentre aspettiamo, guardo attentamente i biglietti della gente  avanti a noi. Il nostro assomiglia piuttosto ad uno strano scontrino ed quello degli altri è ovviamente completamente diverso. Alle 13.20 alla corsia 14 arriva un altro pullman. Sul lato di esso è possibile notare un adesivo con il nome del vettore, cui doveva portarci a Mijas. Risveglio l'attenzione, sempre però rimanendo in fila accanto al nostro, teoreticamente giusto, binario. Però addirittura! Le persone alla corsia 14 mostrano i biglietti uguali ai nostri. Spingo leggermente K. alle spalle. "Vado a chiedere", dice lei e velocemente esce dalla fila e sgambetta verso l'autista che con molta calma controlla i biglietti. Quello batte gli occhi, borbotta qualcosa, tossicchia ed alla fine annuisce, dicendo che il nostro pullman è quello appena arrivato. 

Conclusione arriva da sola, e gli spagnoli, nel loro stile meridionale, infatti, molto assomigliano agli italiani: se il pullman deve partire alle 13 dalla corsia 15, probabilmente partirà alle 13.30 dalla corsia 14 :-) 

 


Le strade si affollano nelle vicinanze di Plaza Virgen de la Peña, nei pressi della quale usciamo, salendo un'ampia scalinata decorata. Mijas rallegra gli occhi con un color bianco delle case e dei ristoranti, decorati con diversi elementi di color blu, come i vasi dei fiori oppure le piastrelle eleganti di ceramica. Anche se il paese non è assediato dai turisti, davanti ai negozi di souvenir ed ai ristoranti si nota diversi gruppi di visitanti individuali. Tutte le strade della città sono decorate con i vasi blu dei fiori appesi sulle facciate delle case e sui muri della città, che come le indicazioni stradali ci portano attraverso gli angoli tranquilli e silenziosi, mostrandoci dei giardini nascosti, dei vicoli carini e puliti e delle terrazze dalle quali si estende un ampio panorama. 

La Piazza Virgen de la Pena


Ceramica, ceramica, ceramica dappertutto!

Vicoli di Mijas


Sul monopattino e sui pompon 


"Ti presto questo skateboard. Ma non per sempre! ", dice un ragazzino ad un suo collega che annuisce però come se non lo ascoltasse del tutto. Poco dopo i ragazzini scompaiono dietro l'angolo, e noi continuiamo la nostra camminata in salita, lungo una vuota stradina fiorata. Pochi istanti dopo vediamo le ragazzine che si tirano i capelli e un'altra che va in un monopattino elettrico. Tutto l'accaduto viene osservato con ansia e timore da una vecchietta vestita di nero. La vita va avanti costantemente, noi paiamo completamente invisibili alla gente locale, evidentemente abituata alla presenza dei visitatori curiosi. 

Al punto panoramico Mirador del Compas, è possibile ammirare il panorama della lontana costa andalusa. Per coloro che vogliono dare un'occhiata più precisa aspettano dei grandi binocoli, a pagamento. In lontananza si sente un ragliare triste degli asini legati alle piccole carrozze. Gli animali, adornati con i pompon colorati, stanno abbattuti all'ombra lungo una lunga strada in attesa dei turisti che per fortuna non arrivano. Mi vengono subito in mente gli asini di Zante, che legati ad un albero con una cartella "foto 5 euro" avevano lo stesso sguardo triste. Più avanti, ci attira l'odore del caffè ed un piacevole rumore delle foglie di alberi, tirate dal vento, il quale presto si trasforma in un frenetico canto delle cicale. 

I vasi blu rendono Mijas un posto stupendo


Il cocomero on the road :)

Le stradine vuote di Mijas


Sulla forza e sulla necessità


Da tempo immemorabile la gente sapeva che i templi non vengono costruiti in luoghi casuali. Ed anche coloro che costruirono il santuario della Virgen de la Peña a Mijas, certamente ne erano consapevoli. Il santuario si trova in una piccola grotta di pietra, ben arredata all'interno. Piccolo altare dà una sensazione accogliente, tranquillizza e quasi ci invita a sedersi per un momento sulla lunga panchina davanti. Dagli altoparlanti collocati per terra, arriva una melodia non invadente del canto gregoriano, il che rende questo luogo ancora più memorabile, in cui un visitatore resta per un attimo più lungo per voglia di rimanerci e da cui si esce più sereni. A destra dalle panchine, in una piccola nicchia nella pietra sta una scattoletta di vetro in cui vengono gettate le intenzioni scritte su un pezzo di carta. K. toglie un fazzoletto di carta dallo zaino ed una penna. Non ci riflettiamo per lungo.

Il santuario nella roccia. Le foto si possono fare solamenre dall'esterno.


Informazioni pratiche e curiosità:

- Se sognate di scoprire un altro lato di Andalusia e gli itinerari meno frequentati, e allo stesso tempo vi piace perdervi nei vicoli carini di un pittoresco villaggio, vi dico: sì! Vale la pena visitare Mijas, chiamata anche Pueblo Blanco, ovvero villaggio bianco dal colore delle case locali,

- Mijas è una città situata nella regione dell'Andalusia, al sud della Spagna. La possiamo raggiungere, andando in pullman da Malaga (il biglietto costa 2,30 euro) o da Torremolinos (1,65 euro), oppure andando semplicemente in auto. Link ad una pagina dove potrete trovare informazioni sulle date e gli orari di partenza dei pullman: https://www.avanzabus.com/web/archivos/base/File/Horarios/Portillo/Horario-de-autobuses-de-Mijas.pdf

- Il santuario della Virgen de la Peña è stato scavato nella roccia nel 1548 in onore della santa patrona della città, 

- a Mijas troverete anche un'arena dei tori, aperta d'estate dalle 10 alle 22 (domenica dalle 10 alle 18), mentre d'inverno dalle 10 alle 19.Il biglietto d'ingresso costa 4 euro, 

- un altro posto degno di nota è il Museo delle Miniature dove possiamo ammirare una collezione di 360 miniature, tra le quali, Ultima Cena di da Vinci mostrata su un grano di riso (!). Ecco il link:  http://www.mijas.es/portal/es/museos/museo-de-miniaturas



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