20 set 2016

Perché ritornare a Roma?



Roma è una città, alla quale è sempre bello ritornare. Una città un po' "fuori dal tempo", la quale ho visto per la prima volta dall'alto, di notte, illuminata, inquieta e vivace. La melodia di Roma è un ritmo smorzato canzone di Mina "Parole, parole" che risuona in una piccola caffetteria, è il rumore delle conversazioni ed il suono dei clacson. Roma, nella sua quotidianità ci si mostra così banale, rumorosa e nello stesso tempo incantevole. La capitale d'Italia inaspettatamente ci fa innamorare delle grandi città italiane, al punto che quando stiamo per partire, proviamo una sensazione di insoddisfazione, e la nostra prima visita a Roma non è mai l'ultima. 



Ma una volta che abbiamo visto il Colosseo, la folla di turisti al Foro Romano, abbiamo messo il nostro piede in Vaticano e, quando abbiamo avuto anche l'occasione di sederci sulla scalinata in Piazza di Spagna e di perdersi nella molteplicità di stradine, bar, caffetterie ... perché ritornare a Roma? Che altro ci può rivelare questa città eterna? 

In pratica, i ritorni sui passi già dati, i ritorni ai posti già visitati non ci rivelano le cose che sono cambiate in un deretminato luogo, ma in realità in noi stessi. Ritornando non siamo mai gli stessi come durante la nostra prima visita. E cosa ci colpisce durante le visite seguenti? I dettagli. La nostra rima visita a Roma è come la prima lettura di un libro, una rapida occhiata data ai monumenti più importanti. Durante la seconda visita non ci sfuggono più i volti dei passanti, decidiamo di entrare nei musei e nelle chiese che prima avevamo visto solo dall'esterno e i quali non necessariamente sono descritti nelle guide. Ci guardiamo bene introno, ci giriamo e fermiamo quando per caso ci ritroviamo nei vicoli del tutto nuovi oppure già visti e che stavolta ci appaiono completamente diversi. 

Durante le visite seguenti, Roma rivela sempre più segreti



Ci fermiamo per vedere meglio le opere degli artisti di strada che vendono i propri quadri negli angoli di Trastevere, e ci accorgiamo che facilmente potremmo spostare quei personaggi in tempo, indietro per secoli. Notiamo dei piccioni assetati in Piazza Navona, appoggiatisi sul bordo delle fontane e dei numerosi branchi di gatti sdraiati, rilassati sulle pietre calde del centro storico, in particolare al Foro Romano, che dopo il tramonto diventa un quartiere felino. Invece, entrando al Pantheon notiamo una luce smorzata del sole che cade, attraverso un ampio oculo in cima alla cupola, sulla tomba nascosta e oscura di Raffaello Santi, uno degli artisti più importanti del Rinascimento italiano. Roma nasconde molti segreti, ed è bello poter ritornare sugli itinerari già percorsi per poter godersi tranquillamente un dolce aroma del caffè delizioso, poter provare che il vino romano veramente ha un altro sapore e lasciarsi trasportare dalla melodia della fisarmonica, la quale, nel vicolo accanto, suona un musicista romano. 


Fontana di Trevi ed un piccione

L'interno del Pantheon


E voi? Cosa avete scoperto di nuovo durante le vostre visite successive a Roma? E se non avete ancora avuto la possibilità di visitare la città eterna, ma ne sognate ormai da tempo, pianificate il vostro viaggio ora! Per ulteriori informazioni su come arrivarci, sui posti "must see" e sulla città stessa, cliccate qui: http://www.goeuro.it/viaggi/roma/ 

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