18 gen 2017

Calabria sconosciuta: Corigliano Calabro




Sul Ponte Canale entro con le gambe leggermente traballanti. Cammino però decisa, cercando di dimenticare di soffrire di vertigini. Il Ponte, una volta svolgeva il ruolo di acquedotto che trasportava l'acqua alle piazze principali della città: Giudecca, Fondaco e Muro Rotto. Mi fermo in mezzo del ponte e mi trovo esattamente alla metà della serpeggiante via Roma. Davanti a me si estende una vista panoramica e vedo una sottile linea dell'orizzonte dove il mare incontra il cielo dello stesso colore. Prima però, davanti a me si estente un campo ondulato di tetti di color rame dei vecchi palazzi e delle case, tra cui, sporgono di fuori dei camini storti di pietra. Mi giro lentamente.  Dall'alto, dalla collina mi osservano le facciate dei palazzi che sembrano sorvegliare il castello situato sulla collina.



Quando stavamo scendendo giù per le scale consunte, siamo finalmente riusciti a vedere il cagnolino che ci abbaiava quando ancora stavamo sul ponte. Il cane ha smesso di abbaiare, non appena ci siamo avvicinati. Si è seduto a guardarci, mentre passavamo accanto al suo territorio, e poi, all'improvviso abbiamo notato la sua padrona, come se fosse spuntata fuori dal terreno. 

Ponte Canale a Corigliano


Cagnolini e ventagli 

"Giù, giù, dovete proseguire giù", ci dice, indicando un passaggio stretto tra le abitazioni. Facciamo un cenno con la testa e passiamo in direzione da lei indicata. Appena usciamo dal piccolo tunnel, vediamo la stessa donna sul balcone. "Sì, sì, ora dovete andare giù, di là!", grida, indicandoci ancora la strada, e dal boschetto della vite emerge improvvisamente la testa di un uomo, probabilmente il marito, che ci guarda incuriosito. "Sì, dovete passare di lì", dice l'uomo, ripetendo le parole della moglie e sorride. Li ringraziamo, anche se conosciamo bene la strada.  Dall'altra parte di un piccolo cortile, che in un certo modo allo stesso tempo è anche un giardino, su un piccolo balcone notiamo una donna anziana. La donna si sventola con un ventaglio decorato con il merletto e appena ci avviciniamo abbastanza, dice: "Fa caldo, eh?". Caldo, caldo, rispondiamo.   "Avete visto il castello?", ci chiede, "e la chiesa di Sant’Antonio? E' veramente bella!" Sì, l'abbiamo vista, è bella. Ci fermiamo un attimo e scambiamo due parole sul paese. Corigliano Calabro è veramente carina, e uno dei suoi vantaggi è che è difficile trovarci un turista che non sia italiano. E d'estate, soprattutto durante i weekend, quando gli abitanti passano le giornate in spiaggia, è completamente vuota.  La donna è contenta, noi anche. Rimaniamo con lei un altro attimo, discutendo del tempo, poi ci salutiamo e andiamo nella direzione indicataci dalla padrona del cagnolino, dal marito e dalla vecchietta.

Le sfumature blu del mare visto in lontananza, ogni tanto emergono nelle fessure tra le case e sembrano essere un ragazzino determinato a vedere attraverso il buco della serratura quello che si trova sull'altro lato della porta. Tuttavia, più in basso scendiamo, meno riusciamo a vederlo, ed alla fine il mare scompare del tutto. Rimaniamo circondati solamente dalle solide mura e il loro calore. Nelle vicinanze, qualcuno pulisce il marciapiede di fronte a un piccolo ristorante, spruzzandolo con acqua. L'acqua scorre lungo la strada, ed il cane del proprietario del ristorante la segue, correndo accanto. 

Le strade a Corigliano

La cupola della chiesa di Sant'Antonio


Un'altra forma di visita

Ci godiamo della tranquillità e ci sediamo su una delle panchine situate al lato della strada. A prendere un gelato andremo al mare, a Schiavonea, dove d'estate si sposta la vita locale. Visitare Corigliano è un po' come visitare Piacenza. E’ un paesino in cui si riposa e se si presenta l'occasione, si può passare un pomeriggio a visitare il castello, i musei locali e conoscere meglio la storia del paese. Là si gode un bel panorama, tenendo un gelato in mano, o si solleva la testa, bevendo con calma un bel caffè denso e nero come la notte. Gli angoli tranquilli della Calabria sono decisamente poco apprezzati. Però forse va bene così. Grazie a questo, in un certo modo i paesini come Corigliano possono mantenere in qualche modo la sua autenticità e la tranquillità, le quali poi possono poi offrire ai propri abitanti o a chi decide di perdersi nei suoi vicoli.

Di più su Corigliano Calabro ho scritto qui. Di più sulla Calabria ho scritto qui

La costa vista dal centro di Corigliano

Il cocomero sulla spiaggia di Schiavonea :)


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