14 giu 2017

Essenza d'Italia: Italia mia, ti posso sopportare o no?



Questo articolo fa parte del progetto estivo del Club Polacche all'estero

Può essere difficile da immaginare, però quando per la prima volta sono andata in Italia non avevo nessun'idea di come potrà essere questo paese. Sì, la pizza, il sole e la gente un po' diversa da quella che conoscevo. Infatti si diceva che gli italiani fossero dei donaioli, che fosse impossibile parlare con loro d'affari, che in Italia tutte le macchine fossero guastate visto che a nessuno importa come bisogna parcheggiare, che ogni giorno gl italiani mangiassero gli spaghetti con la salsa di pomodoro o la pizza e la loro parola preferita fosse "bella". Tuttavia, a causa del fatto che non mi piace per niente mettere la gente in uno schema, ho preso conoscenza degli stereotipi però nello stesso tempo ho deciso di valutare da sola come realmente stanno le cose. E dunque, come stanno? Cosa posso dire dopo 11 anni vissuti con l'amore per il Bel Paese e dopo 3 anni passati, vivendoci? Come sono gli italiani? Com'è l'Italia? Beh ... non lo so! Non lo so, perché non esiste una parola precisa per determinare o descrivere questo paese così vario e le persone così straordinarie che ci vivono. L'Italia è una vasta gamma di colori, odori, sapori, sensazioni, parole e gesti! L'Italia è uno stato d'animo, è un odore dell'aria. Descrivere l'Italia è come cercare di descrivere l'amore. Ognuno lo prova in modo diverso.


Cosa ho imparato in Italia? 


La fonte delle nostre ansie sta in noi, e "l'erba del vicino sempre ci parerà più verde". Come mai? Anche in Italia bisogna pagare le bollette, passare a fatica una burocrazia spietata per dimostrare che non si ha intenzione di essere un parassita sociale.  In Italia, come in ogni altro paese, in inverno fa freddo, in una giornata nuvolosa la gente ha delle facce tristi e malinconiche, l'autista di autobus è di cattivo umore, ed al pronto soccorso spesso bisogna trascorrere 12 ore nella sala d'attesa. La gente discutere di politica e di come tutto va male, e che è meglio andare a vivere all'estero e mi chiedono: "è come stanno le cose in Polonia?" Come stanno? Stanno uguali!
In ogni paese i problemi simili colpiscono delle persone simili, e non importa quanto lontano si va: i tuoi problemi irrisolti andranno con te! 

Il posto in cui vivi ha importanza. E il tuo corpo lo sa. Pertanto, in Italia il mio stomaco richiede la cena alle 21, mentre in Polonia alle ore 18. Pertanto, in Italia mangio spessisimo i risotti, le bruschette e di mattina bevo un bel caffè espresso, mentre in Polonia mi va di mangiare la zuppa di pomodoro e bere una graaandissima tazza di caffè americano. E proprio per questo in Italia leggo volentieri i libri di Mendoza in polacco ed in Polonia .. i libri di Terzani in italiano :) 


Venezia. Sotoportego e corte polacca :)


Cosa ho imparato dagli italiani?

Ogni incontro è importante. Fa bene parlare con un vicino di casa quando si va a prendere la posta, con un vecchietto alla fermata d'autobus e con una barista ad un bar. Fa bene parlare, giusto per fare una bella chiacchierata con uno sconosciuto! Gli incontri con altre persone non capitano mai per caso. Gli italiani sono disposti a prendere un dialogo in ogni occasione, perché sanno che in realtà, in tutto questo giro pazzesco di ogni giorno la cosa più importante è una conversazione positiva ed il contatto con le altre persone. E per quanto riguarda l'amore? Gli italiani sono delle persone meravigliose. E fedeli!   E' chiaro che agli uomini piace "guardare". Però come dice un mio amico: "certo, mi piace guardare una bella ragazza se la vedo per strada, però nella mia vita c'è una sola donna: mia moglie". E tutto è chiaro. 

Gli incontri a tavola rafforzano le relazioni. Gli aperitivi italiani, le pause-pranzo, le cene sono una benedizione per le relazioni. E gli italiani lo sanno, perché tutti gli incontri più importanti si svolgono a tavola (o fuori in un ristorante o a casa propria).

La pasta la si può mangiare a 150 modi diversi. E nello stesso tempo, riconoscendo il principio "less is more". In Italia, ho imparato a gustare veramente i piatti, ho apprezzato la semplicità delle verdure di stagione. Ho scoperto che non c'è niente di meglio di pomodori profumati, rucola fresca e pane con olio d'oliva. Gli italiani sono i migliori insegnanti del gusto!  

La cosa più importante è la serenità del tuo animo. Il punto non è quello di fare le cose in modo superficiale e di non prendere niente sul serio, ma è importante essere in grado di capire cosa nella vita è veramente importante, e realizzare i propri sogni passo dopo passo, uno per uno. Non tutto in una volta! Si tratta, quindi, di trovare il tempo per fermarsi, per esempio per una pausa caffè e una chiacchierata :) Il mondo non crollerà se siete in ritardo, e se fate quel progetto per domani, non per ieri. Gli italiani sanno prendere una sana distanza da quello che pensano di loro stessi e da diversi ostacoli di ogni giorno però quando è necessario, tutto funziona perfettamente e viene portato al termine (beh, magari un pochino più lentamente :)). 

Venezia. Sempre e per sempre!

Venezia. Secondo voi chi stavano salutando? La risposta: i turisti in partenza su un traghetto :)


Cosa ho imparato sulla Polonia?

La Polonia è un paese pulito. A Bologna devo tenere in mano una piccola cartina per molto tempo finché finalmente sia possibile buttarla in un cestino nascosto dietro un angolo di strada. Ed agli italiani (e non solo) che vivono in Italia, spesso scoccia portare per così tanto tempo quel piccolo pezzo di carta in mano. Al contrario, nella mia città natale i cestini sono messi per strada ogni 5 metri. A che scopo? Per mentenere la città pulita! 
Ed alla fine, se non avessi deciso di partire, non avrei capito come si può sentire la mancanza della torta di fragole polacche, dei pierogi e dei boschi polacchi. In altre parole, non avrei potuto apprezzare veramente la bellezza del mio paese. Un'ironia divertente sta nel fatto che la mia coscienza nazionale è maturata all'estero. 

Dunque: Italia mia, ti posso sopportare o non posso? Posso! E lo voglio!

I tetti di Bologna visti dalla torre degli Asinelli.


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