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11 mar 2019

Il Cocomero trasloca al nuovo indirizzo!




Carissimi, il Cocomero sta cambiando per voi!
Da alcuni giorni potete leggere i contenuti del Cocomero sul nuovo server indipendente: www.poraarbuza.com/it/.
E' lì dove troverete dei nuovi testi. Per ora, sto piano piano trasferendo tutti i "vecchi" post che avete avuto l'opportunità di leggere qui :-) Inoltre, intendo modificare alcuni dei testi precedenti, verranno create delle nuove categorie e il mio obiettivo è rendere il blog trasparente e sempre più interessante per Voi.

Quindi, ci vediamo sulla nuova pagina! Per tenerVi aggiornati, ricordatevi di seguire il Cocomero anche su Facebook :-)

7 lug 2016

L'arte del passare del tempo, ovvero il Museo Archeologico di Olimpia



Ci siamo allontanati dal luogo malinconico dove cantavano le cicale e dove una calda sabbia polverosa ci bruciava i piedi. L'aria all'improvviso si è trasformata in un freddo vortice che arrivava dai larghi condizionatori, perdendo la propria viscosità; una volta entrati in un freddo corridoio, all'improvviso è scomparso quel braccio afoso che ci copriva ancora qualche attimo prima. L'ingresso al museo veniva sorvegliato da un ampio torso di pietra che tempo fa, facendo parte di una statua completa, ornava i templi ed i larghi viali dell'antica città di Olimpia. 

Con il passare del tempo, in realtà, l'arte assume un certo carattere che non aveva prima e risveglia l'immaginazione, ed il tempo sembra essere uno dei più bravi scultori di sempre. L'incompiutezza spesso ispira e incuriosisce, e quel torso, se fosse conservato e ritrovato come una scultura completa e intatta, probabilmente non avrebbe attirato così fortemente la mia attenzione nè degli altri visitatori.

14 giu 2016

Olimpia: lì, dove nacquero le olimpiadi



Le colonne spuntavano dal terreno. Davvero. La parte superiore di una colonna spuntava dal terreno, come se fosse un altro dei piccoli pali di legno conficcati accanto che separano il reperto dal sentiero. Ed il sentiero non era altro che un'erba polverosa, piegata, sottoposta al peso dei piedi umani. Un'erba che nonostante la polvere grigia e la sabbia del terreno che la coprivano, illuminata dai raggi del sole sempre risplendeva con il proprio bel color verde. 

20 feb 2016

Zante, l'isola degli animali



Abbiamo affittato una macchina, che ha già vissuto molto. Una piccola jeep di una dozzina di esse, che probabilmente da molte stagioni vengono affittate ai visitatori. Lo sportello della macchina viene chiuso con un botto e poco dopo ne scopro il motivo: solo in questo modo si è sicuri che esso è definitivamente chiuso. Siamo partiti lungo una strada lunga e diritta, lasciando dietro di noi un paesino vivace e dirigendoci verso il cuore dell'isola. Zante conta poco più di 40.000 abitanti e quindi non ci sorprendeva che per la maggior parte del tempo, ci spostavamo lungo le vie serpeggianti senza la compagnia di altri veicoli. 

 "Fermati!!", grido piena di entusiasmo, togliendomi gli occhiali da sole.