Anche se il grande portone della chiesa è spalancato, ed un potente soffitto è molto alto, involontariamente mi piego, attraversando la soglia. Siamo dentro un grande organismo vivente con delle lunghe ossa sottili, a cui interno la luce del sole filtra attraverso la sua delicata pelle colorata. Sollevo la testa, guardando delle pietre lucide che collegano lo scheletro bianco, assomigliando alle cartilagini lisce lisce. Qualcuno mi spinge leggermente sulla spalla, passando accanto. Mi sdraierei volentieri in mezzo di questo pavimento freddo per non dover stare con il collo piegato ad arco. Per un po' mi giro intorno nel posto. Alle mie orecchie arriva il rumore delle voci. Mi chiedo, in modo un po ' astratto, se il nostro rumore scrosciante delle conversazioni forse faccia vibrare questo organismo gigante, all'esterno di cui è possibile sentire, quasi come ad un gatto, una dolce fusa.
17 gen 2016
1 dic 2015
Baci da Siena
Sfrecciamo così attraverso un paesaggio arancione-verde della Toscana, dei lunghi campi sembrano allungarsi dopo di che spariscono dietro di noi, quando ogni tanto mi giro a darli un ultimo sguardo. Alla radio Gianna Nannini canta "ti voglio tanto bene", confessandoci un affetto, noi invece, indifferenti, seguiamo dei campi larghi fuori il finestrino. Qui, in campagna, i paesaggi sognati della Toscana assumono una forma reale. Gli alti cipressi slanciati danno un carattere spensieroso a quella strada stretta, accanto alla quale due capre pascolano e nella fattoria vicina passeggia un grande gallo orgoglioso, il cui canto mi sveglia ogni mattina poco dopo l'alba. Un cielo grigio e nuvoloso ci avvolge con un'atmosfera pesante e nostalgica, dunque tutti preferiamo stare in silenzio a guardare i singoli villaggi passare, invece di impegnarci in una vivace discussione. Una densa nebbia di riflessioni si scoglie quando entriamo in autostrada. Prima, rimbalziamo un po' su alcune irregolarità, e poi entriamo in un traffico fluido, veloce e regolare su un asfalto perfettamente piano. Come se improvvisamente svegliati da un sonno profondo, ci guardiamo l'un l'altro ed il nostro automobilista se per caso anche lui non sia caduto in quello stato di un piacevole rilasso. Alessia si gira dal sedile posteriore e ci offre le praline. "Siete mai state a Siena? ", ci chiede.
18 nov 2015
Pappagalli e case di pan di zenzero, ovvero i parchi di Barcellona
In mano non ho una mappa, cammino a volte indovinando le direzioni. Mi fermo un attimo di fronte ad un alto, vecchio palazzo riempito con le piante. I vasi sono appoggiati tutti in fila davanti alla porta, gli altri appesi sotto la finestra e gli altri ancora sopra di essa, ed i fusti verdi ondeggiano dolcemente, dondolate da un vento delicato e caldo. Se non fosse per questa flora timida, i vecchi muri sembrerebbero essere completamente abbandonati. Dietro di me , i bambini corrono, giocando a pallone, ed i loro genitori stanno seduti sulle panchine, coinvolti in una discussione appassionata. Accanto a me passa un gruppo di adolescenti che fissano lo schermo di un tablet e scoppiano dalle risate. Ho una sensazione che solo io ho notato questa molteplicità di vasi e l'ondeggiare dei fusti. E’ strano come a volte i nostri occhi si abituano così fortemente ad alcune immagini, rendendole perfino invisibili per noi.
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