Anche se siamo
arrivati di mattina, il sole ormai era abbastanza forte. Stavo su un asfalto
bollente del parccheggio cercando un po’ di ombra. Mi sono pentita di non aver
portato delle altre scarpe, più coperte. Nonostante i soffi delicati del vento,
anche camminando sentivo come il sole mi abbronzava le braccia ed i piedi fino
alla rossezza. Proseguivamo per le scale di pietra in alto verso il centro
della città, il quale sembrava guardarci dall’alto. Stava lì pesante, resistente al
caldo, spuntando piano piano davanti ai nostri occhi dagli angoli. Gli edifici
alti, collocati stabilmente sulle scarpate sembravano aderire ad esse così
solidamente come se da sempre fossero un’unica cosa. Come se quelle rocce
ripide si fossero consapevolmente lasciate sottomettere all’uomo perché quello
avesse potuto costruirci le propre case.
