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20 dic 2014

I sapori veneziani. Ovvero quali?


Malgrado le apparenze, percepiamo il mondo in modo sensoriale. I nostri sensi ci fanno da guida, formano il nostro sguardo sul mondo, la nostra cognizione di esso e, soprattutto, i nostri ricordi. 
Ho deciso di seguire il pensiero del post precedente, sostenendo che, se un posto è uguale ad un colore, nello stesso modo, è anche uguale ad un sapore. Non necessariamente esso è legato direttamente al mangiare, ma piuttosto al momento in cui mangiamo. Gli esseri umani sono dotati di una capacità di memorizzare i momenti, luoghi e le persone con sapori o profumi. 
Secondo me il viaggiare è una continua degustazione dei posti visitati, e in seguito, li leghiamo ai singoli sapori, i quali ci fanno ritornare il ricordo di quel magico LA'. I nostri sensi sono davvero un dono, e la memoria dei sapori forma i nostri ricordi, e grazie ad essa diventano più chiari. 
Secondo Tiziano Scarpa, il sapore di Venezia sicuramente non è il dolce. E aveva ragione. Dunque, quale sarebbe?

12 dic 2014

L'isola di miele



Possiamo dire che ogni posto è uguale ad un colore. Sempre c’è qualche sfumatura che vi domina, e dove non guadreremo e qualsiasi momento volessimo cogliere, quel colore ci sarà sempre. Ragionando in questo modo,  oso sostenere che il colore della Sicilia è quello di miele.

5 dic 2014

La parola di Roma


«Il segreto per capire una città e chi la abita sta nell’impa-rare la parola che circola per le strade.» (...)Se si potesse leggere nella mente di chi passa per strada, in qualsiasi luogo, si scoprirebbe che c’è un pensiero che ricorre più frequentemente di tutti. E quel pensiero è la parola della città. Se la tua parola personale non coincide con la parola della città, vuol dire che non ne fai parte.
«Qual è la parola di Roma?»
«SESSO.»
Elisabeth Gilbert „Mangia, prega, ama”

Da questo risulterebbe che io non ne faccio parte (perché alla fine, a quante città, nello stesso tempo, si può appartenere?) oppure semplicemente non la visito abbastanza spesso. Chissà, se ci andassi ora, magari condividerei quella “parola”. Oppure essa sarà già cambiata? Oppure quel personaggio del libro di Gilbert semplicemente aveva torto? Siccome, com’è possibile che Roma (riempita di anima dell’antichità, dove la polvere raccolta da secoli, col tempo venne coperta dall’asfalto), potrebbe scegliere “sesso” per la parola che la descrive? Dall’altra parte, ogni affermazione può essere un po’ modificata, e la verità storica a volte è inesorabile. In questa città, per secoli, non si fuggiva dai diversi piaceri. Le serve col tempo diventarono le cortigiane, e le pratiche omosessuali erano comuni non solo nei tempi dell’Impero ma anche dopo. Basta leggere le biografie dei grandi artisti del Rinascimento. Però sicuramente solo a Roma? Non proprio.
E qual’è la mia parola che descriverebbe Roma? Non l’ho scoperta ancora, ma pendo verso le parole come “mistero” e “tempo”. Comunque, non condivido quella proposta di uno dei personaggi del libro di Gilbert, ovvero in altre parole: non appartengo a Roma, e per questo alla mia descrizione di questa città sarà priva di “sapori piccanti”, però nello stesso tempo magari più convincente?


26 nov 2014

I viaggi spaziali alla fucina di Efesto



“Tutto ciò che la natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile, si può paragonare all’Etna e l’Etna non si può paragonare a nulla”
Dominique Vivand Denon ,“Voyage en Sicilie”


Il viaggiare non significa solamente lo spostarsi nello spazio. Il viaggio è anche un tipo di spostamento da un’onda all’altra. Viaggiando ci spostiamo dalle nostre onde a quelle nuove, a volte più forti del luogo visitato. Nel nostro cuore rimangono soprattutto quei posti in cui la natura mostra la propria superiorità sull’uomo, rimesso al secondo piano e, che sembra acconsentire a questa sottomissione. Uno di questi posti si trova in Sicilia. Si tratta ovviamente dell’Etna, un vulcano siciliano attivo, il quale, ormai visto dall’aereo un po’ spaventa e meraviglia. Ed a volte, a quanto si dice, si senta il suo mormorare silenzioso.


19 nov 2014

Gli angoli siciliani

Se, visitando un posto, preferite toccare la più antica storia, per forza dovrete visitare Taormina.



Il sud mi attirava da sempre. Mi sembrava più vero, misterioso, polivoco. Poiché è più caldo, c’è più sole, e quando c’è il sole, la gente diventa più felice. E alla fine perché mi è sembrato emozionante il momento in cui, seduta su una delle spiagge siciliane, stavo provando a vedere oltre l’orizzonte, pensando: “Al di là c’è l’Africa!”. Le distanze mi affascinavano da sempre, soprattutto se la direzione era al sud.
Visitando un posto, preferisco toccare la storia, preferibilmente quella più antica. E preferisco visitare i luoghi in cui ci viene voglia di indossare la toga dei romani (oppure dei greci), e se solo condividete la stessa opinione, Taormina, per forza, dovrebbe trovarsi sul vostro elenco dei posti da visitare.

8 nov 2014

Una perla del Lazio



Malgrado le apparenze, i posti più belli non sono quelli ben conosciuti ma quelli che sembrano ancora non scoperti. Forse sono stata fortunata di essere arrivata a Sperlonga a metà di settembre, quando la folla di turisti se ne era già andata, però io la ricorderò come un posto meravigliosamente tranquillo, dove si poteva ascoltare il soffio di mare insieme con il ticchettare dell'orologio sul polso. 

6 nov 2014

Guida italiana: ciciottella bolognese



Quando sono arrivata a Bologna per la prima volta non sapevo molte cose su questa città e ho deciso di lasciarmi sorprendere da essa. Come è venuto fuori, oltre al fatto che è la sede dell'università più antica d'Europa, ma anche è la città di Nettuno, portici, numerose chiese, dodici porte e due torri storte.

9 ott 2014

Guida italiana: Su che cosa riflettere a Firenze?

Le città italiane evidentemente non sono banali. Si può definirle un tipo di macchina del tempo che ci permette di spostarci nel passato, oppure uno specchio che ci mostra le epoche passate sullo sfondo del moderno presente. E' chiaro però che a tutti coloro che le visitano, esse danno l'opportunità di immergersi in una splendida e completamente diversa realtà, in cui ogniuno desidera di restare. Passeggiando per Firenze vale la pena rendersi conto che tra i milioni di piedi che calpestano ogni giorno il selciato fiorentino, una parte delle orme appartiene a Dante Alighieri ed a Michelangelo che secoli fa  camminavano in quelle strade, per cui poi ci fermiamo, respiriamo a polmoni pieni e, guardando intorno, quasi quasi, sentiamo la loro presenza.  In quel momento percepiamo Firenze con uno sguardo completamente diverso, e la nostra visita in questa città assume un carattere totalmente insolito.

19 set 2014

Gemelle veneziane


Se esistono i posti davvero magici, la laguna veneta è sicuramente uno di essi. E la dimostrazione dell’amore umano per l’architettura, oltre a Venezia stessa, la sono le  gemelle veneziane: Murano e Burano. Cosa rallegra l’occhio umano in queste isole?

8 set 2014

Quanto amore c'è a Verona?


 (Verona in: maps.google.com)


Shakespeare non per caso ha scelto Verona. Già il centro della città sembra avere la forma di un cuore. Poi, per esempio, la caffetteria chiamata “Amorino”, oppure la panchina “Forever love” a forma di un cuore, ci ricordano che la città molto volentieri sfrutta quello „stigma” amoroso, e nonostante che la storia di Romeo e Giulietta sia finita male,Verona stessa sembra abbracciarci.