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22 nov 2016

Piacenza, ovvero sulla normalità



La Piazza Duomo emerge davanti a noi un po ' all'improvviso. Tutta la città è coperta e avvolta da uno spesso strato di nubi come da una calda coperta. Ed infatti, le foglie degli alberi stanno appese immobili, non si sente nemmeno la più delicata raffica di vento che potrebbe farle dondolare. E nonostante un'aura nuvolosa e un'aria fresca, il freddo non si sente. La cattedrale, enorme, di una facciata fenomenale è nascosta tra le braccia dei palazzi vicini. Su una delle panchine situate intorno alla piazzetta sta seduto un uomo anziano, risolvendo, con un volto sereno, i cruciverba, ed il cane che lo accompagna sta seduto attento con uno sguardo fisso, come se fosse pronto a fare un salto o a correre.  Il nome della città di Piacenza non è tanto lontano dal significato del verbo "piacere" e la città stessa è .... un piacere di scoprire la normalità. 

10 ott 2015

Un muffin in volo



Quasi quasi abbiamo perso il treno.

Quando alla stazione, vicino ai distributori di biglietti  cercavo per la terza volta di spiegare ad una signora con i capelli biondi che con il foglietto che aveva appena acquistato potrà tranquillamente prendere il treno per Venezia a qualsiasi ora di quel giorno se prende un treno regionale, il Mio Amato mi toccava col gomito, guardando nervosamente l’orologio.  “Stiamo per perdere il treno”, sibilava, sorridendo con nervosismo alla signora di una nazionalità indefinita, con la quale stavo discutendo. Lo stress mi ha stretto la gola quando ho informato la donna di questo fatto ed a lei sembrava non importare che il nostro treno stava per partire e continuava a fare le domande. Le ho rispiegato, passo dopo passo, tutto quello che doveva fare (convalidare il biglietto e salire sul treno), dopo di che, assicurandola ancora una volta che tutto andrà bene  e arriverà a Venezia se fara come le avevo appena detto, ci siamo salutate così affettuosamente come in fretta.

Quando siamo arrivati al binario, il treno suonava ormai impazientemente, pronto a partire.
“Ma com’è possibile che noi sempre dobbiamo andare in fretta?”, ha chiesto retoricamente l’Amato, sedendosi accando a me.

8 ago 2015

Mosaici, melone e rose



Ravenna, la possiamo conoscere camminando lungo i lunghi viali, pieni di motorini rumorosi che lasciano dietro di sé l'odore di gas di scarico; camminando lungo le stradine dove risuonano i suoni di conversazioni e dove si sente un profumo di un caffè appena fatto. Seduti in una caffetteria vicino alla finestra, possiamo diventare un pigro osservatore, mordere delicatamente il cucchiaino come se fosse una matita e guardare il mondo fuori la finestra. Poi, arriva un momento di delusione e riflessione che le città che visitiamo sono soprattutto un insieme delle faccende quotidiane, un centro fatto di asfalto in cui la vita pulsa nel ritmo di mandare una lettera, pagare le bollette, nel tempo di arrivare in autobus o in macchina al lavoro e poi a casa. Annuiamo sulla comprensione dello stato delle cose e sentiamo un certo sollievo quando ci rendiamo conto che, mordendo il cucchiaino e poi camminando lungho i viali, facciamo parte di questo centro pulsante e per un attimo, un’ora o per un giorno possiamo condividere con esso la quotidianità.

24 lug 2015

Guida italiana: Rimini



La rossa d'estate cambia il colore, assumendo le sfumature bordò. Succede così a causa della vampa del sole e del caldo che emana dall'asfalto e si diffonde nell'aria, entrando anche negli angoli più stretti, più nascosti e bui. L'aria è pesante anche nell'ombra dei portici. Per questo d'estate (e a volte anche di primavera, durante i weekend) le strade diventano vuote, i negozi chiudono, e solo da qualche parte si vedono dei singoli turisti che camminano lentamente non tanto contenti della propria solitudine in una grande città. Bologna diventa una città-fantasma, e tutti i cittadini prendono la stessa destinazione: al mare.

15 giu 2015

Un pensiero che viene ballato



La notte era calda, ma non afosa. Il vento è cessato, e l’unico soffio d’aria che veniva contro la mia faccia, con delicatezza, era quello messo in moto durante la marcia. Il silenzio che ci circondava sembrava assumere la forma di una nebbia densa in cui entravamo con ogni passo. Le nostre parole risuonavano con l’eco tra i canali. L’unica anima viva che si è fatta vedere da lontano è stato un gatto seduto vicino ad un palazzo a guardarci. Un attimo dopo abbiamo sentito i primi frastuoni delle conversazioni e delle posate e dei piatti messi in ordine. I piccoli ristoranti stavano piano piano chiudendo. I camerieri portavano dentro le sedie ed i tavoli. Alcuni ci salutavano con un gesto, altri nemmeno si facevano caso della nostra presenza. Qualcuno nel palazzo accanto ha aperto una finestra. Abbiamo attraversato un ponte e sottoportego ed alle nostre orecchie sono cominciate ad arrivare le prime linee melodiche, le quali con ogni passo diventavano più comprensibili. Poco dopo siamo arrivati in Campo San Giacomo e la musica è diventata chiarissima. La notte era eccezionalmente buia e nonostante i lampioni accesi, i contorni delle persone che si trovavano in mezzo del campo sembravano indistinte. Tutte le coppie parevano scivolare delicatamente sul lastrico veneziano, i movimenti di alcuni erano più sciolti, degli altri invece di meno. Alle nostre orecchie arrivavano le risate allegre e un ritmo deciso e un po’ nostalgico del tango. Quasi stavo dimenticando com’è bello ballare.

1 apr 2015

Carabinieri nel Palazzo Ducale

L'archittetura sottoposta alla natura in Piazzale della Pace; a destra (invisibile ormai sulla foto) il Palazzo della Pilotta.

Visitare i posti è difficile e divertente. Saper scoprire i luoghi visitati è una capacità stranamente complicata, per essere in grado di camminare per tutta la città guardando tutto senza vedere veramente  niente. È divertente andare da una parte e , guardando intorno, rendersi conto che probabilmente sei l’unico turista. Sarà un po’ come con un’affermazione: “vai alla mia città natale? Perché? Là non c’è niente.” E la gita comincia ad essere più interessante quando quel „niente” inizia a prendere forma.

10 mar 2015

Bologna (non) banale


Cosa c’è di bello a Bologna? Una volta ho sentito dire che sembra medievale. Beh, un tratto caratteristico delle vecchie città, e in un certo senso un loro vantaggio, è che ricordano i tempi lontani ed oscuri, in cui possiamo specchiarci, dando un’occhiata negli angoli bui. Bologna non è romantica, né alla moda, ed a prima vista non ci fa pensare a niente di particolare. Sembra più carina in pieno sole, durante le tranquille passeggiate e secondo alcuni anche di notte prima delle feste natalizie.

13 gen 2015

A Ferrara in treno


Ferrara è una città menzionata spesso però solamente pochi ne scrivono qualche parola in più.  E' una città collocata fra Bologna e Padova e con il proprio fascino può competere con quelle due città che a differenza di Ferrara, vengono spesso visitate dai turisti stranieri.

16 nov 2014

L'evento più dolce dell'Emilia-Romagna, ovvero il Festival del Cioccolato di Bologna




Nei tempi antichi il cacao venne chiamato "il cibo degli dei". Oggi, diventare un dio può chiunque decida di andare al supermercato e comprarsi una tavoletta di cioccolato, cui anche se è diventato un prodotto facilmente accessibile, non ha perso i propri amanti. Tuttavia, quanto è facile comprare quotidianamente una tavoletta di cioccolato, tanto sembra piuttosto insolito vedere delle scarpe o un portafoglio di cioccolato alla cannella. Sembra strano? Forse, ma non a Bologna, dove ogni anno nel mese di novembre per cinque giorni ha luogo il Festival del Cioccolato, durante il quale gli amanti del cacao possono far godere gli occhi ed il palato. Chi non vorrebbe dare un morso al tacco di una scarpa di cioccolato?

6 nov 2014

Guida italiana: ciciottella bolognese



Quando sono arrivata a Bologna per la prima volta non sapevo molte cose su questa città e ho deciso di lasciarmi sorprendere da essa. Come è venuto fuori, oltre al fatto che è la sede dell'università più antica d'Europa, ma anche è la città di Nettuno, portici, numerose chiese, dodici porte e due torri storte.