2 ott 2015

Quando i luoghi ci chiamano



E' successo.

Ho messo il naso al di fuori dello stivale italiano. L'inaspettato non mi ha spazzato, anche se durante l'atterraggio le turbolenze hanno scosso tutto l'aereo. Mamma diceva che là le turbolenze capitano spesso, tuttavia non ero sicura se quella volta non fosse stato il tremare del mio cuore. Guardò fuori dalla finestra e al di sotto delle nuvole dense, si poteva vedere il contorno del porto. Siamo arrivati.

Non mi ricordo il primo momento in cui ho sentito l'aria locale nei miei polmoni, ma se nella mia mente camminavo così tante volte su quella terra, ed il mio io sembrava conoscere a memoria la composizione delle strade, forse il mio corpo ha riconosciuto come familiare anche l'aria. Quello che è successo dopo, dal momento in cui sono scesa dall'aereo, poi salita sull'autobus e alla fine arrivata a carrer d'Urgell, mi sembrava un delirio onirico e come accade in un sogno, delle seguenze di scene irreali di cui ero testimone. Al carrer d'Urgell siamo scesi come gli unici e invece di una folla di gente, e tra di loro i borseggiatori, per strada c'era solo una signora seduta sulla panchina e un gruppo di giovani che stavano andando lungo la strada con un passo veloce. Quando, sorridendoci, ci siamo messi a camminare giù la strada, davanti agli occhi avevo ancora le parole, visualizzate su un piccolo schermo in autobus, accompagnate da una emoticon sorridente "Hooray!You are finally here!".

18 set 2015

La regata e le chiavi veneziane



Ormai dalla metà di agosto la superficie pubblicitaria della città è stata riempita con dei poster che informavano sull’evento. Venezia, essendo in effetti proprio un monumento, può vantarsi del fatto che i muri dei palazzi e le facciate delle chiese sono rimaste  prive di qualcun tipo di “arte urbana” come per esempio i graffiti. I poster vengono appesi soprattutto sui pannelli che coprono gli edifici ristrutturati.  I lavori di ristrutturazione vengono svolti a Venezia quasi per tutto il tempo quindi la quantità delle superfici per appendere i poster sembrano infinite.

Salendo in vaporetto oppure camminando lungo i canali, spesso, incuriosita, mi giravo per dare un’occhiata ai veneziani e alle veneziane che remavano accanitamente sul Canal Grande. Come ogni anno, la regata si intreccia con la mostra del cinema a Venezia, e per questo a volte è possibile vedere una barca della TV Rai, fermata davanti ad uno dei palazzi sull’acqua. Settembre è un mese in cui Venezia è eccezionalmente affollata, anche se in teoria la stagione estiva è terminata.

8 ago 2015

Mosaici, melone e rose



Ravenna, la possiamo conoscere camminando lungo i lunghi viali, pieni di motorini rumorosi che lasciano dietro di sé l'odore di gas di scarico; camminando lungo le stradine dove risuonano i suoni di conversazioni e dove si sente un profumo di un caffè appena fatto. Seduti in una caffetteria vicino alla finestra, possiamo diventare un pigro osservatore, mordere delicatamente il cucchiaino come se fosse una matita e guardare il mondo fuori la finestra. Poi, arriva un momento di delusione e riflessione che le città che visitiamo sono soprattutto un insieme delle faccende quotidiane, un centro fatto di asfalto in cui la vita pulsa nel ritmo di mandare una lettera, pagare le bollette, nel tempo di arrivare in autobus o in macchina al lavoro e poi a casa. Annuiamo sulla comprensione dello stato delle cose e sentiamo un certo sollievo quando ci rendiamo conto che, mordendo il cucchiaino e poi camminando lungho i viali, facciamo parte di questo centro pulsante e per un attimo, un’ora o per un giorno possiamo condividere con esso la quotidianità.