15 ago 2015

Essenza d’Italia: Ferragosto


„Magari prendiamo una tenda e passaremo una notte in spiaggia?”, hanno detto alcuni miei amici durante il mio soggiorno in Sicilia. “Boh, non saprei”, ho risposto indecisa, scuotendo le spalle. “Conosciamo dei posti dove si può fare il falò”, hanno aggiunto. Come? In spiaggia? “Bello, ma come mai dovremmo farlo?”, ho chiesto. Mi hanno guardata un po’ sorpresi, non capendo se li prendevo in giro oppure dicevo seriamente. “Ma come?”, hanno risposto, “c'è il Ferragosto!”

8 ago 2015

Mosaici, melone e rose



Ravenna, la possiamo conoscere camminando lungo i lunghi viali, pieni di motorini rumorosi che lasciano dietro di sé l'odore di gas di scarico; camminando lungo le stradine dove risuonano i suoni di conversazioni e dove si sente un profumo di un caffè appena fatto. Seduti in una caffetteria vicino alla finestra, possiamo diventare un pigro osservatore, mordere delicatamente il cucchiaino come se fosse una matita e guardare il mondo fuori la finestra. Poi, arriva un momento di delusione e riflessione che le città che visitiamo sono soprattutto un insieme delle faccende quotidiane, un centro fatto di asfalto in cui la vita pulsa nel ritmo di mandare una lettera, pagare le bollette, nel tempo di arrivare in autobus o in macchina al lavoro e poi a casa. Annuiamo sulla comprensione dello stato delle cose e sentiamo un certo sollievo quando ci rendiamo conto che, mordendo il cucchiaino e poi camminando lungho i viali, facciamo parte di questo centro pulsante e per un attimo, un’ora o per un giorno possiamo condividere con esso la quotidianità.