Malgrado le apparenze, percepiamo il mondo in modo sensoriale. I nostri sensi ci fanno da guida, formano il nostro sguardo sul mondo, la nostra cognizione di esso e, soprattutto, i nostri ricordi.
Ho deciso di seguire il pensiero del post precedente, sostenendo che, se un posto è uguale ad un colore, nello stesso modo, è anche uguale ad un sapore. Non necessariamente esso è legato direttamente al mangiare, ma piuttosto al momento in cui mangiamo. Gli esseri umani sono dotati di una capacità di memorizzare i momenti, luoghi e le persone con sapori o profumi.
Secondo me il viaggiare è una continua degustazione dei posti visitati, e in seguito, li leghiamo ai singoli sapori, i quali ci fanno ritornare il ricordo di quel magico LA'. I nostri sensi sono davvero un dono, e la memoria dei sapori forma i nostri ricordi, e grazie ad essa diventano più chiari.
Secondo Tiziano Scarpa, il sapore di Venezia sicuramente non è il dolce. E aveva ragione. Dunque, quale sarebbe?