02 nov 2016

Impressioni di viaggio: sopra le nuvole

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Aveva ragione Tiziano Terzani scrivendo che il viaggio via terra ci dà la possibilità di un'esperienza più tangibile del nostro viaggio. "Uno spostarsi" apparentemente insignificante si trasforma in una contemplazione silenziosa, che si prolunga nel tempo come una pigra lumaca che lascia dietro di sé delle tracce appiccicose. Possiamo guardare una vita in corso, accanto alla quale passiamo, rimanendo in un certo senso al di fuori di essa, anche se allo stesso tempo, quella realtà da noi osservata ci risulta molto più familiare quando finalmente mettiamo il nostro piede al traguardo. 

Viaggiando in aereo ci ritroviamo ad una superficie completamente diversa. Anche se i viaggi in aereo si svolgono in un ritmo differente, possono essere altrettanto preziosi e stimolanti ed ispirarci in modo diverso del solito: basta solamente un po' di immaginazione per concepire un certo surrealismo. Ogni transito può risultare un'occasione di scoprire qualcosa di nuovo se semplicemente decideremo di chiudere il libro, rimuovere le cuffie dalle orecchie e guardare le persone intorno a noi o, con un po' di fortuna ... guardare il mondo fuori la finestra.


Molti scrivono su quello che gli stupisce lì alla fine, una volta arrivati, dimenticando una parte molto importante del viaggio, che a dire il vero inizia nel momento in cui si attraversa la soglia della casa, in aeroporto, in autobus, in treno, in aereo. Sì, tutti sappiamo come è, tutti viaggiano in autobus, in treno, volano, vanno in barche e traghetti. Però le cose non vanno sempre uguali. Le immagini che ci rimangono nella mente quando si viaggia variano, così come quelli che ci stupiscono nei posti che visitiamo. 

Poiché se non osserviamo consapevolmente quello che ci circonda durante il transito, come potremo essere in grado di provare realmente e consapevolmente "il viaggiare"?
Quando le nuvole si addensano divertentemente come la panna montata, e si estendono fino all'orizzonte, la terra sembra essere completamente piatta. Lì, da qualche parte, quel mare di piume bianca, quasi irreale sembra determinare la fine del mondo, finire ed iniziare allo stesso tempo. Le nuvole si addensano lentamente, scivolano, girano, ed a volte, la luce dei raggi del sole, riflessa da un finestrino, crea su di esse un piccolo arcobaleno sferico. Lì, in alto, tutto sembra essere al contrario. O magari veramente è così. Le forme possono essere viste al contrario, e, infine, anche sopra uno strato più denso di nubi, il cielo è sempre celeste. Il mondo laggiù può anche finire, il color celeste del cielo resta, avvolto da un spesso tappeto di panna montata. Talvolta, in basso, essa assume una forma dello zucchero filato, sempre dolce. O di una spensierata ragnatela, sale e scende, gettando un'ombra a righe sul mondo in miniatura.




Le proporzioni si perdono ridicolmente. Le cime delle montagne, inaccessibili e innevate, sembrano essere una punta vaga di un cono sgualcito di carta, invece le strade e fiumi sembrano un'armonioso sistema di circolazione sanguigna. Le foreste autunnali su un terreno storto, sembrano un muschio colorato e morbido, sparso quasi casualmente. Dall'alto è facile notare una piccola casetta bianca nascosta in mezzo delle foreste colorate. Si nota bene anche il momento un cui una lunga stradina campestre si trasforma in una strada asfaltata. Magari ogni giorno le persone della casetta bianca la seguono per arrivare in città? O magari no.

Di notte è facile notare i fuochi d'artificio. Visti dalla terra sembrano coprire tutto il cielo e illuminarlo fino alle sue estremità più lontane. Il soffitto del cielo è in realtà molto più alto. I fuochi d'artificio, visti dall'alto, esplodono lontani, molto laggiù, come delle piccole scintille di un legno bruciato in celebrazione di un'anonima festa gioiosa.
Sui campi storti che sembrano disegnati con una mano tremante e dipinte con un pennello asciutto, si estendono i chilometri di enormi mulini bianchi i quali, sullo sfondo dei campi colorati, assomigliano ad un bosco variopinto di fiammiferi. Lassù niente rimane uguale, tutto cambia la propria natura. Tutto ciò che sulla terra ha importanza, lassù la perde, invece tutto quello che non ce l'ha, la guadagna. Gli occhi sembrano raccontare di nuovo la storia del mondo, ed è bello scendere, anche se allo stesso tempo ormai sento la mancanza del cielo celeste nascosto sopra la piuma della panna montata. 


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